Il ricamo a mano: un'arte antica che vive nel presente
A settembre sarò alla XXII Mostra del Ricamo e del Tessuto di Valtopina — tre giorni dedicati interamente al fatto a mano, al filo, alla pazienza. Un evento che sento vicino, perché il ricamo è parte integrante del mio processo creativo da molto prima che Fiordalysia esistesse.
Una passione nata da sola
Non ho imparato a ricamare all'università. L'ho imparato da sola, seguendo l'istinto — guardando, provando, sbagliando. È una di quelle cose che mi ha sempre attirata in modo naturale, senza bisogno di una spiegazione. Per un periodo ho ricamato quadri, pezzi nati solo per il piacere di farlo, senza una funzione precisa. Forse è da lì che viene la mia idea di ricamo — come espressione artistica prima ancora che tecnica sartoriale.
Nessuna tecnica preferita
Mi faccio guidare dall'istinto, e questo significa che ogni ricamo è diverso dall'altro. Non ho uno stile fisso — mi piacciono i motivi floreali, quelli astratti, le forme che nascono quasi da sole mentre le mani lavorano. È uno dei pochi momenti in cui smetto di pianificare e mi lascio sorprendere dal risultato.
Il ricamo sull'abito da sposa
Quando creo un ricamo per un abito, penso alla persona che lo indosserà. Non è un ornamento generico — è qualcosa pensato per lei, per la sua personalità, per il suo stile. Un dettaglio che esiste solo in quell'abito, in quella misura, per quella donna. È questo che lo rende prezioso: non la perfezione tecnica, ma l'unicità.
Il ricamo a mano richiede tempo, pazienza e una certa pace interiore. Non si può fare di fretta. E forse è anche per questo che mi piace tanto — mi obbliga a rallentare, a stare con una sola cosa alla volta, a godermi il processo senza pensare al risultato.
Se sei in Umbria il 4, 5 o 6 settembre, vieni a trovarmi a Valtopina. Porterò alcuni abiti, prove di ricamo e tessuti — sarà bello poterli mostrare dal vivo, toccare le stoffe insieme, parlare.
📍 Valtopina (PG) — XXII Mostra del Ricamo e del Tessuto
🗓 4 - 6 settembre 2026